Genealogia
La genealogia è la scienza che si occupa di accertare e ricostruire documentalmente i legami di parentela e discendenza che intercorrono tra i membri di una o più famiglie.
È nata come diritto fondamentale dell’individuo per regolamentare diritti di natura privata e familiare e nelle tribù per pianificare le cariche di comando religiose e militari da tramandare.
La ricerca genealogica si attua attraverso l’esplicitazione di un metodo fondato su conoscenze interdisciplinari storico-sociali, archivistiche, giuridiche, sociolinguistiche e paleografiche.
Utilizza documenti e metodi storici per tracciare gli antenati e creare un albero genealogico.
Conoscere la propria storia familiare, scoprire i propri antenati e comprendere il proprio posto nel mondo è stato l’obiettivo sin dall’antichità.
La Bibbia contiene le genealogie dei patriarchi e dei re d’Israele e i sacerdoti tenevano una genealogia per garantire il sacerdozio concesso solo ai figli di Levi.
Troviamo tracce di questa pratica tra gli antichi egizi, i greci e romani, gli arabi beduini.
Ogni epoca e ogni popolazione ha sempre cercato di lasciare traccia delle proprie discendenze.
Nel primo Rinascimento gli studiosi, grazie alla filologia e all’archeologia, produssero i primi studi sulla storia della famiglia che si arricchirono in seguito grazie a procedimenti metodologici garantiti da accertamenti documentari svolti con criteri scientifici.
La genealogia è la scienza che si occupa di accertare e ricostruire documentalmente i legami di parentela e discendenza che intercorrono tra i membri di una o più famiglie.
È nata come diritto fondamentale dell’individuo per regolamentare diritti di natura privata e familiare e nelle tribù per pianificare le cariche di comando religiose e militari da tramandare.
La ricerca genealogica si attua attraverso l’esplicitazione di un metodo fondato su conoscenze interdisciplinari storico-sociali, archivistiche, giuridiche, sociolinguistiche e paleografiche.
Utilizza documenti e metodi storici per tracciare gli antenati e creare un albero genealogico.
Conoscere la propria storia familiare, scoprire i propri antenati e comprendere il proprio posto nel mondo è stato l’obiettivo sin dall’antichità.
La Bibbia contiene le genealogie dei patriarchi e dei re d’Israele e i sacerdoti tenevano una genealogia per garantire il sacerdozio concesso solo ai figli di Levi. Troviamo tracce di questa pratica tra gli antichi egizi, i greci e romani, gli arabi beduini.
Ogni epoca e ogni popolazione ha sempre cercato di lasciare traccia delle proprie discendenze.
Nel Primo Rinascimento gli studiosi, grazie alla filologia e all’archeologia, produssero i primi studi sulla storia della famiglia che si arricchirono in seguito grazie a procedimenti metodologici garantiti da accertamenti documentari svolti con criteri scientifici.
La famiglia è una comunità fondamentale di persone legate da vincoli affettivi, di sangue, matrimonio o adozione, che offre supporto reciproco e costituisce il primo luogo di socializzazione, evolvendosi con un modello tradizionale genitori e figli. Oggi, la stessa, sta avendo forme diverse riconosciute legalmente.
Il cognome è il nome di famiglia, trasmesso dai genitori ai figli, che serve a identificare una persona all’interno della collettività e a distinguerla dalle altre, spesso derivando da mestieri, luoghi d’origine o caratteristiche fisiche, e la sua diffusione in Europa è iniziata nel Medioevo per necessità di identificazione.
I romani furono i primi ad usare i cognomi, ma con la caduta dell’Impero romano l’uso fu dimenticato e in epoca tardo antica e alto medievale nessun appellativo distingueva le famiglie.
Solo nel X secolo si ritornò all’uso degli antichi nomi e cognomi distintivi della personalità.
Il bisogno di uno stato civile di regolare e perfettamente distinguere fu giudicato necessario perché ognuno avesse il proprio posto nel nuovo ordine sociale.
A partire dall’XI secolo le guerre feudali imposero l’identificazione dei componenti di un determinato schieramento dato che le bardature dei soldati impedivano il loro riconoscimento durante la battaglia. Così si iniziò a riprodurre sulla bandiera un emblema araldico che identificasse il territorio e il feudatario. Nel XII secolo gli emblemi araldici passarono dalle bandiere agli scudi dei soldati.
L’antico stemma del territorio diventò nel tempo lo stemma della famiglia del feudatario cui era assoggettata quella determinata terra, ne derivò lo stemma famigliare in particolare per le famiglie possidenti che nella maggior parte dei casi esercitavano un potere e un diritto ereditario quindi nobile.
I Corpi militari, gli Enti religiosi, i Comuni e gli Enti morali hanno acquisito nel tempo la volontà di identificarsi e distinguersi con un segno distintivo e rappresentativo della propria identità, funzione e autonomia attraverso uno stemma e/o con un gonfalone.
Lo stemma rappresenta la continuità storica e l’onorata memoria dei fondatori.

